Consorzio Farro della Garfagnana IGP

Consorzio

Farro della Garfagnana

La storia del Consorzio

Il 10 giugno 2010 nasce il Consorzio Tutela Farro IGP della Garfagnana che riunisce oltre 50 agricoltori dediti alla coltivazione e lavorazione del Farro della Garfagnana IGP (Indicazione Geografica Protetta) seguendo scrupolosamente il disciplinare di produzione che ne prevede la coltivazione nell’area dei comuni che compongono l’Unione dei Comuni della Garfagnana, ad una quota compresa tra i 300 e i 1.000 m. s.l.m., secondo metodi di coltivazione biologica.

Il farro dal punto di vista nutrizionale è molto simile al grano tenero. Il farro ha un buon contenuto proteico, ha una bassa percentuale di grassi, regala energia e favorisce il buon funzionamento dell’intestino grazie all’alto contenuto di fibre. Contiene vitamine A, C e del gruppo B, sali minerali come fosforo, magnesio, potassio e ferro. Ma ciò che rende davvero unico questo cereale è l’elevata quantità di selenio che gli conferisce importanti proprietà antiossidanti. Studi recenti dimostrerebbero infatti come il consumo di farro sia associato ad una riduzione del rischio di tumori, del declino cognitivo, di malattie cardiovascolari e di problemi alla tiroide.

Il Consorzio del Consorzio Tutela Farro IGP della Garfagnana si occupa di: Vigilare e tutelare sulla produzione e sul commercio della IGP e sull’uso della sua denominazione; vigilare sulla contraffazione, uso improprio della IGP, comportamenti vietati dalla legge; promuovere ogni utile iniziativa intesa a salvaguardarne la tipicità e le caratteristiche peculiari da ogni abuso, concorrenza sleale; promuovere il consumo e la diffusione del marchio Farro della Garfagnana IGP a livello nazionale e internazionale attraverso eventi, campagne on e offline.

Il consorzio

La Nostra Storia

La sua coltivazione aumenta sensibilmente a seguito delle indicazioni della Regione Toscana che lo censiscono quale coltivazione a rischio di erosione genetica: in poco più di un decennio, dagli anni ‘70 agli anni ‘80 si passa da poche migliaia di metri quadrati a qualche decina di ettari di coltivazioni.

Nel 1996, tramite la Comunità Montana della Garfagnana, viene ottenuto il riconoscimento europeo di Indicazione Geografica Protetta (IGP) che sancisce il definitivo recupero di questo cereale.

Il 10 giugno 2010 nasce il Consorzio Produttori di farro della Garfagnana che riunisce oltre 100 agricoltori dediti alla coltivazione e lavorazione del Farro della Garfagnana IGP (Indicazione Geografica Protetta) seguendo scrupolosamente il disciplinare di produzione e secondo metodi di coltivazione biologica.

Il Centro lavora oltre il 60% dei 2.500 quintali di farro che si producono in Garfagnana e ne cura direttamente la commercializzazione. I produttori iscritti all’Albo sono oltre 100 e coltivano circa 200 ettari per lo più situati nella parte centro-settentrionale della valle.

Adesso ogni confezione di Farro della Garfagnana ti regala una possibilità in più per scoprire il nostro territorio. Il codice che trovi sulla confezione infatti ti permette di conoscere direttamente il produttore e il luogo in cui è stato coltivato il prodotto che ora tieni in mano.

Il consorzio

Organigramma & Statuto

PRESIDENTE

Riccardo Fabbri

MEMBRI CDA

Sergio Filippi, Roberto Bertoncini, Federico Ligniti,

Giovanni Danti, Gabriele Pelliccioni Marazzini

SINDACO UNICO

Paolo Canozzi.

Se vuoi saperne di più sul Consorzio del Farro della Garfagnana scarica i documenti qui sotto.

Il consorzio

Marchio & Disciplinare

Il Farro della Garfagnana I.G.P. viene commercializzato in sacchetti da 500 g, 1kg e 5kg previa apposizione di un bollino di riconoscimento numerato. Una volta che l’organismo di controllo autorizzato dal Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha verificato che nelle varie fasi di lavorazione siano state seguite le prescrizioni previste dal disciplinare di produzione, sia in termini di rispetto delle procedure sia delle rese in campo, ed effettuati i prelievi di farro in buccia per le analisi che escludano l’utilizzo di fitofarmaci, concimi chimici e diserbanti, autorizza le aziende confezionatrici alla vendita di un numero di sacchetti corrispondente alla produzione certificata.

L’assegnazione alle aziende dei bollini numerati viene invece effettuata dal Consorzio di tutela che controlla, in questo modo, che non  venga immesso sul mercato un quantitativo di farro superiore  a quello effettivamente ottenuto nella campagna agraria di riferimento al fine di evitare frodi.Il consumatore che voglia acquistare Farro della Garfagnana IGP deve pertanto accertarsi che il sacchetto o la scatola riportino il bollino di riconoscimento numerato oltre al logo comunitario dell’IGP.